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Ecco un post che non sa far altro che porre domande e non si arroga il diritto di dare alcuna risposta… o forse sì? (appunto). Dopo aver visto questa vignetta ho cominciato a pensarci su…

… E se davvero fossimo nati per essere “vergognosamente felici“?

Se non fossimo fatti per inseguire una carriera a tutti i costi, avere tanto soldi, tanti amici, tanti figli, un matrimonio…
se fossimo fatti solo ed esclusivamente per essere felici? Lasciando il resto ad una pura e semplice conseguenza

Ognuno intraprenderebbe la sua strada, unica e irripetibile, coraggiosa. Non schiava dei conformismi sociali.
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Immagine anteprima YouTube
Da The big kauna

Se ognuno di noi inseguisse solo ed esclusivamente quello che lo rende davvero felice cosa succederebbe? … senza escludere che siano i soldi o la macchina fuoriserie ad essere il nostro obiettivo, purchè siano in grado di darci ciò che è un nostro diritto fondamentale: la Felicità.

Ma questa Felicità di cui parliamo, che tutti inseguono senza ottenere… deve arrivare dal Cielo? Dall’esterno? O siamo noi a doverla maturare in cuor nostro? Siamo noi a dover portare felicità?

Mattia Marasco

fonte immagine | Andreaciraolo.it

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6 Responses to Vergognosamente felici

  1. Mario Rogai scrive:

    Sono d’accordo con te, diceva Dostoevskij che:
    “La grande disgrazia dell’uomo è che non si rende conto di essere già felice!”.
    Ciao Mario Rogai

    • Mattia Marasco scrive:

      Che bello risentirla Professore! E soprattuto vedere che è finito sul mio blog :-) … Spero le piaccia!

      Grazie del commento! Un abbraccio! A presto!

  2. Renzo scrive:

    Ciao. Ribatto alla tua domanda (… E se davvero fossimo nati per essere “vergognosamente felici“?) che interessa anche a me, con un’altra domanda, di Pavese:
    «Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora, perché attendiamo?»
    Se attendiamo così tanto qualcosa di grande (infinito?) è perché siamo fatti per questo.
    Ciao!

    • Mattia scrive:

      Grazie Renzo per il tuo commento e per avermi segnalato l’interrogativo di Pavese che non conoscevo! E io dico che se nessuno ci ha mai promesso qualcosa allora forse dovremmo smettere di vivere facendo le vittime ed essere grati per quello che ci viene offerto.

  3. Renzo scrive:

    Si, in realtà Pavese voleva dire un’altra cosa..
    Se noi attendiamo così tanto dalle cose significa innanzitutto che non è un errore di hardware, che siamo fatti bene, che dobbiamo farlo, che va bene.
    Detto ciò, se desideriamo così tanto (infinitamente?) vuol dire che una risposta che corrisponde dev’esserci, altrimenti è una fregatura. Quindi che “qualcuno ci ha promesso qualcosa”..
    Ma, sinceramente, queste cose le sto capendo anche io anche grazie a quello che sto leggendo qui http://www.tracce.it/detail.asp?c=1&p=0&id=2965
    Dimmi se si capisce. Ciao!

    • Mattia scrive:

      Sì Sì Renzo avevo intuito l’idea di Pavese, mi ero voluto fermato ad una prima parte del suo pensiero che trovo più affine al mio punto di vista ma è una posizione personale! ;)
      Molto interessante il pdf grazie mille! Carico subito sull’ipad così lo leggo con calma!

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