Vergognosamente felici
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Ecco un post che non sa far altro che porre domande e non si arroga il diritto di dare alcuna risposta… o forse sì? (appunto). Dopo aver visto questa vignetta ho cominciato a pensarci su…
… E se davvero fossimo nati per essere “vergognosamente felici“?
Se non fossimo fatti per inseguire una carriera a tutti i costi, avere tanto soldi, tanti amici, tanti figli, un matrimonio…
se fossimo fatti solo ed esclusivamente per essere felici? Lasciando il resto ad una pura e semplice conseguenza…
Ognuno intraprenderebbe la sua strada, unica e irripetibile, coraggiosa. Non schiava dei conformismi sociali.
-
Se ognuno di noi inseguisse solo ed esclusivamente quello che lo rende davvero felice cosa succederebbe? … senza escludere che siano i soldi o la macchina fuoriserie ad essere il nostro obiettivo, purchè siano in grado di darci ciò che è un nostro diritto fondamentale: la Felicità.
Ma questa Felicità di cui parliamo, che tutti inseguono senza ottenere… deve arrivare dal Cielo? Dall’esterno? O siamo noi a doverla maturare in cuor nostro? Siamo noi a dover portare felicità?
Mattia Marasco
fonte immagine | Andreaciraolo.it
6 Responses to Vergognosamente felici
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Sono d’accordo con te, diceva Dostoevskij che:
“La grande disgrazia dell’uomo è che non si rende conto di essere già felice!”.
Ciao Mario Rogai
Che bello risentirla Professore! E soprattuto vedere che è finito sul mio blog
… Spero le piaccia!
Grazie del commento! Un abbraccio! A presto!
Ciao. Ribatto alla tua domanda (… E se davvero fossimo nati per essere “vergognosamente felici“?) che interessa anche a me, con un’altra domanda, di Pavese:
«Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora, perché attendiamo?»
Se attendiamo così tanto qualcosa di grande (infinito?) è perché siamo fatti per questo.
Ciao!
Grazie Renzo per il tuo commento e per avermi segnalato l’interrogativo di Pavese che non conoscevo! E io dico che se nessuno ci ha mai promesso qualcosa allora forse dovremmo smettere di vivere facendo le vittime ed essere grati per quello che ci viene offerto.
Si, in realtà Pavese voleva dire un’altra cosa..
Se noi attendiamo così tanto dalle cose significa innanzitutto che non è un errore di hardware, che siamo fatti bene, che dobbiamo farlo, che va bene.
Detto ciò, se desideriamo così tanto (infinitamente?) vuol dire che una risposta che corrisponde dev’esserci, altrimenti è una fregatura. Quindi che “qualcuno ci ha promesso qualcosa”..
Ma, sinceramente, queste cose le sto capendo anche io anche grazie a quello che sto leggendo qui http://www.tracce.it/detail.asp?c=1&p=0&id=2965
Dimmi se si capisce. Ciao!
Sì Sì Renzo avevo intuito l’idea di Pavese, mi ero voluto fermato ad una prima parte del suo pensiero che trovo più affine al mio punto di vista ma è una posizione personale!
Molto interessante il pdf grazie mille! Carico subito sull’ipad così lo leggo con calma!