Fassa Tour – Diario di bordo
| 14 agosto 2011 | Inserito da Mattia Marasco under Viaggi |
Diario di bordo del viaggio di in Val di Fassa
(scrivo da iPad purtroppo la formattazione del testo lascerà un po’ a desiderare)
Aggiornamenti in tempo reale su Twitter: #fassatour
- Primo giorno: Il viaggio della speranza
- Secondo giorno: Cosa non si fa per un bicchiere di vin brulè
- Terzo giorno: Ma se la mucca fa MU perché il merlo non fa ME?
- Quarto giorno: Pordoi. Andata+Ritorno
- Quinto giorno: Take it easy
- Sesto giorno: Chiudiamo in (faticosa) bellezza
- .Settimo giorno: Mi mancano i Canederli
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PRIMO GIORNO – “Il viaggio della speranza”
Itinerario: Firenze -> Vigo di Fassa
Siamo partiti col botto, in tutti i sensi… Sveglia alle 4:30! Ritrovo alle 5:30 circa per stipare i bagagli (mancava solo: barbecue, kayak per l’escursioni in mare aperto e cappelliera) nella macchina e dentro (IlBaule), elemento di punta dell’intera squadra.
Alle 6:00 circa siamo in viaggio, tre dei quattro blogger, un cane e un sonno metafisico. Circa un’ora dopo raccattiamo la foodblogger (non ci facciamo mancare niente) ed è allora che ha inizio il Viaggio della speranza.
Baldanzosi e fieri della levataccia sfrecciamo sugli asfalto di Autostrade Italia col dubbio costante che IlBaule possa all’improvviso lasciare il suo alloggio e dispensare bagagli ai guidatori dietro di noi. Dopo una prima sosta in autogrill alle ore 11:30 siamo in coda all’altezza di Verona, e poi all’altezza di Rovereto e poi a quella di Trento Sud e poi Nord… Per farla breve con un caldo micidiale, un cane a rischio di colpo di calore e due ore di sonno sulle spalle giungiamo alle 14:30 in quel paradiso terrestre chiamato Val di Fassa.
Ci impadroniamo del nostro appartamento (Duna verde – Rizzi appartamenti… decisamente bello!), IlBiondo ispeziona ogni centimetro della casa (letti compresi) prima di abbandonarsi al meritato riposo, pranziamo intorno alle 15:45, spesa veloce e dopo pianificazione della settimana.
Al momento fuori piove, il team sta collassando… E io scrivo post.
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SECONDO GIORNO – “Cosa non si fa per un bicchiere di vin brulè”
Tragitto: Rif. Ciampedìe (2000 m) -> Rif. Gardeccia -> Rif. Vàjolet (2243 m)
Sveglia alle 7:00. Riposati ma rincoglioniti prepariamo la colazione… Ogni “fase cibo” con una food blogger in casa diventa una garanzia.
Il tempo non promette bene ma dato che “gente allegra il Ciel aiuta” rimaniamo ottimisti, ci dirigiamo alla funivia di Vigo di Fassa, meta: Rifugio Vajolet.
Ma il tempo peggiora…e molto. Il cosiddetto “tempo da lupi” alla fine quindi è davvero giunto. Desistiamo, un po’ perché pur essendoci 13 gradi stiamo sudando come scimmie (che bella immagine) e un po’ perché l’esclamazione della cassiera ci demotiva non poco “ah ma salite? Oggi il tempo è così tutto il giorno, ci siete solo voi eh! La gente salita fin’ora si conterà sulle dita di due mani”.
Bene, dopo dopo un po’ di dubbi e un’attesa con IlBiondo cambiamo programma.. E cosa fai quando piove? Mangi! Indi per cui mega-spesa al discount di Pozza di Fassa! Torniamo a casa, sono le 11:30… Vuoi non cominciare una guerra a
Monopoli?! E allora diamo inizio alle ostilità.
Ore 13:20 esce il sole. Scattiamo come perfetti scout, ci ingozziamo di etti ed etti di pasta (tanto poi fatichiamo no?) e di corsa agli impianti.. Stavolta ne siamo certi! Ce la facciamo!
Direzione Rifugio Vajolet. 3 ore dopo siamo in cima consapevoli che il tragitto di oggi è probabilmente il più semplice della settimana! Annamo bbene!!
Ma un bel bicchiere di Vin brulè ci mette decisamente in pace col mondo e l’universo ma causa chiusura degli impianto di discesa rinunciamo a malincuore ad una splendida torta sacker.
Ora siamo rientrati alla base, con quella stanchezza addosso che ti fa capire di aver realizzato qualcosa durante la giornata.
Nota del giorno: salita in funvia… parte la Pausini. Discesa con la
funivia… parte Tiziano Ferro. Che forze superiori a noi tentino di dirci qualcosa?
Best tweet: @mattiamarasco: Lupo ululì, rifugio ululà! (sul cocuzzolo al centro) #fassatour http://t.co/yki6Jq3
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TERZO GIORNO – “Ma se la mucca fa MU perché il merlo non fa ME? “
Tragitto: Alba di Canazei (1517 m.) -> Malga Contrin (Rifugio Contrin – 2016 m.)
Ore 7:00 sveglia! Colazione con i twitbiscotti della Kuoka e partenza verso il Rifugio Contrin e oltre… oggi pure con bandana!
Arriviamo al parcheggio degli impianti di Alba di Canazei per Ciampac e Contrin e ci avviamo nel percorso all’interno del bosco. Dopo 30 minuti di tornanti in salita ci concediamo una (assolutamente necessaria) pausa caffè. Si riparte seguiti a ruota da un babbo con bimbo di 5 mesi sulla schiena. Il suo incedere senza fiatone o alcun segno esteriore di fatica mi fa sospettare che sia in realtà un droide in vacanza con la
famiglia.
La salita è tosta ma le mucche condividono con noi il “mal comune”. Arriviamo al Contrin abbastanza provati ma fieri.. È l’ora del pranzo! Ci buttiamo sul panino portato da casa che come osserva giustamente la GiovaneMarmotta “ci fa aria!”. Quindi ci spostiamo poco dopo il rifugio, verso la Malga Contrin dove ci aspettano vari prodotti tipici.. qui io mi concedo una dose notevole di zuccheri (vedi foto: panna con frutti di bosco e succo di sanbuco).
Il momento indimenticabile della giornata? L’incontro con 4 vitellini nelle stalle della malga…
Il bollettino del percorso di ritorno è piuttosto interessante considerando le condizioni di ciascuno: un’anca che fa male, un ginocchio che comincia a perdere colpi, degli scarponi che provocano
“segni visibili di violenza” e IlBiondo che manifesta intenzioni di ammutinamento.
Ci riempie però di orgoglio un augurio speciale – “@visittrentino: Giro doloMitico live on #fassatour , buon divertimento gente!
@mattiamarasco (e il resto della spedizione) @valdifassa #dolomiti”
La “serendipità” ci fa incrociare la Sagra del dolce locale… E che fai? Non ti fermi!?
Ormai abbiamo capito il trucchetto e con la scusa che camminando consumi calorie ci diamo ai bagordi… Ceniamo alla splendida Malga Peniola, sperduta nella foresta sopra Moena. Ecco di cosa sto parlando..
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QUARTO GIORNO – “Pordoi. Andata+Ritorno”
Tragitto: Canazei 1460 m. -> (funivia)-> Pecol 1926 m. -> Passo Pordoi 2239 m. -> (funivia)-> Sass Pordoi 2950 m.
Stamani ci concediamo un po’ di calma, ci svegliamo senza fretta e con molti acciacchi! Io vado in cerca di un ginocchio bionico… Non pervenuto! Tuttavia mi rendo conto di una metamorfosi in atto: da “giornalaio” a boscaiolo, il mio armadio ormai parla chiaro.
Ci guardiamo in faccia: “ragazzi! Sosta in farmacia assolutamente necessaria altrimenti non ne usciamo vivi!”
Arriviamo a Canazei, parcheggiamo e prendiamo la funivia fino a Pecol, qui comincia la sfida… Una sfida ripida e faticosa (ma bella) fino al Passo Pordoi al quale arriviamo tronfi di una soddisfazione spasmodica. A questo punto ci ri-affidiamo alla funivia fino al Sass Pordoi… Panorama indescrivibile, di fronte a noi tutta la Val di Fassa e le Dolomiti.
Al rifugio mi concedo un pranzo assolutamente paradisiaco durante il quale mi faccio fuori la mia dose quotidiana di canederli.
Oggi il premio “Sono vispo” lo vince IlBiondo che pensa bene di mettersi a fare a botte con un altro Golden Retriever a 3000 metri di altezza. Risultato: un orecchio sanguinante… Tutto sotto controllo tranquilli, ho mantenuto un notevole self-control nonostante dentro di me fosse in atto una reazione da “mamma isterica iper-apprensiva”.
Casa, docce, cenetta con pasta pomodoro e scamorza fatta da LaKuoka e dopo libera uscita.. Il team si mette in tiro ed esce ad esplorare Vigo di Fassa “by night”.Troviamo ad aspettarci un concerto di orchestra sinfonica poco fuori il centro… davvero bello!
Best tweet: “@tommyonweb: 2950 metri! Ci fa una sega Abercrombie!! @mattiamarasco #fassatour”
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QUINTO GIORNO – “Take it easy”
Itinerario: Pozza di Fassa -> Moena -> Chiesa di Vigo di Fassa
Oggi ci prendiamo un po’ di meritato relax, dopo quattro giorni di fuoco: colazione lenta, doppia moka di caffè e visione di Baywatch su Italia1.
Optiamo per una giornata turistica invece di una all’insegna dell’escursionismo e quindi ci dirigiamo verso il Lago Carezza… Che dire, assolutamente meraviglioso! (e assolutamente “inflazionato”…
Per fortuna ci siamo arrivati presto a fine mattinata sembrava di essere in riviera adriatica).
Torniamo verso casa per lasciare IlBiondo stremato dai giorni precedenti, alla Base… E via! Senza l’elemento peloso del team finalmente andiamo a vedere da vicino la Mucca di Pozza di Fassa.
La fame si fa sentire, la NeoBlogger ed io cominciamo ad avere le visioni, quindi di corsa all’alimentari, panini a volontà, due etti di speck e un picnic poco sopra Pozza accampati in un pratone ai piedi dei monti. L’abbiocco, si sa, è una brutta bestia e ha la meglio su tutto il team, quindi un pisolino (-ino si fa per dire) non ce lo toglie nessuno.
Al risveglio, io, che ormai ho raccolto energie, mi trasformo in un simpatico e ossessionante vacanziero: “che si fa?! Eh ragazzi che facciamo?! Dai andiamo? Facciamo qualcosa! Io ho fame! Voi no? Ho fame! che si fa? Eh? Eh?”. Il gruppo stremato dalla mia tattica cede e parte alla volta di Moena per fare una bella merenda trentina… giudicate voi!!!
Ci alziamo a fatica e girelliamo per Moena che è davvero unica, facciamo due doverose fermate una alla Bottega dell’artigiano e l’altra allo shop delle Formiche di Fabio Vettori (presente l’autore a firmare i propri lavori). Mentre fuori dal negozio Egidio Petri intaglia due formiche in moto!
“Ragazzi è tardi!!” Via di corsa alla Chiesa di Vigo di Fassa e che troviamo? Una salitona assolutamente non prevista, anche oggi una bella sudata non ce la leva nessuno. Santa Giuliana: una chiesa immersa nel bosco, molto suggestiva e vicinissima al cimitero austroungarico di Vigo.
Per stasera tutte le opzioni sono aperte, un acquisto alla Conad locale lascia intendere molte cose…
Best tweet: “@mattiamarasco: #fassatour take it easy… http://t.co/C1zAuKV“
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SESTO GIORNO – “Chiudiamo in (faticosa) bellezza”
Tragitto: Campitello -> (funivia) -> Col Rodella (2485 m.) -> Giogo di
Fassa -> Val Duron -> Campitello
Sveglia, colazione e diretti a Campitello per l’ultima grande sfida della settimana: attraversare la Val Duron.
Con la funivia arriviamo a Col Rodella (ormai IlBiondo in funivia è impeccabile, seduto con museruola in un angolo non fa un fiato) e ci incamminiamo lungo il crinale della montagna verso il Rifugio Pertini. Il Trentino ci regala un’ultima giornata da urlo, sole alto in cielo e poche nuvole a completare un panorama assolutamente splendido.
Ovunque ti giri vedi verde e spazi infiniti, se ti fermi e prendi fiato non senti niente… il Silenzio è il vero tesoro di questi luoghi.
Dopo il Pertini raggiungiamo il Rifugio Sasso Piatto, ci rifocilliamo e scendiamo a valle, quella del Duron, dove le padrone indiscusse sembrano essere le marmotte. A perdita d’occhio fischiano poco fuori dalle loro tane mentre mucche e capre brucano sulle colline circostanti… Sembra un’immagine da cartellone pubblicitario.
Dopo 4 ore di cammino siamo cotti, IlBiondo è stremato, non capiamo quanto manca alla meta. Ecco! Finalmente dei cartelli, siamo sul sentiero giusto ma il parcheggio dove abbiamo lasciato la macchina è ancora lontano. Non facciamo altro che scendere, il mio ginocchio non ne può
più, finalmente la strada si fa più pianeggiante e troviamo il bivio per Campitello (e siccome le cose semplici a noi non piacciono, non volendo imbocchiamo il sentiero che passa per il bosco… ripido, sterrato e molto faticoso!)
Basta, ci siamo, finalmente dopo un’altra ora di cammino vediamo la fine dello sterrato e i primi segni di civiltà, IlBiondo mi guarda implorante, tra la sete e il caldo è sfinito. Arriviamo in paese e quindi poco dopo anche alla macchina… che Odissea! Una fatica incredibile ma deve essere il bello della montagna: più fatichi e più l’esperienza è indimenticabile.
A casa piano piano ciascuno comincia a raccattare le proprie cose perché domattina presto si parte. Nessuno lo dice chiaramente ma un po’ tristezza si sente nell’aria, da domani niente più camminate, panorami, assalti della Belva nel cuore della notte, mucche, vette solitarie o vallate verdi.. E soprattutto niente più canederli!
La nostalgia a tratti prende il sopravvento ma il dover mangiare tutto ciò che abbiamo in frigo per non buttare niente ci distrae dal fatto che il Fassa Tour sta volgendo al termine…
Best tweet: “@tommyonweb: Val Duron = l’inferno. #sapevatelo #fassatour
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SETTIMO GIORNO – “Mi mancano i Canederli”
Itineriario: Vigo di Fassa -> Firenze
Ci svegliamo presto intorno alle 7:00, colazione veloce, tutti zitti ci gustiamo l’ultimo pasto insieme in Trentino. Parte delle valige sono già pronte ma va rimontato IlBaule, caricata la macchina e sopratutto pulito l’appartamento dai peli della Belva… milioni e milioni.
Alle 9:30 abbiamo fatto tutto, siamo pronti a partire, riconsegniamo le chiavi di casa e saliamo in macchina per affrontare il viaggio: lungo, caldo e nostalgico.
Mi sforzo di fare una pagina di diario ironica e piacevole ma l’entusiasmo scarseggia; è difficile abbandonare i ritmi di una settimana davvero bellissima, sia come compagnia che come vacanza in se’. Sette giorni faticosi ma al tempo stesso incredibilmente rigeneranti nello spirito; sette giorni indimenticabili.
Dopo 8 ore di viaggio siamo a casa… frastornati dal caldo toscano, soddisfatti ma pieni di nostalgia.
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Spero di riuscire ad aggiornare il diario in modo costante! Stay Tuned! … E seguite su Twitter: #fassatour
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– www.tommyonweb.com
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