In Kenya alla periferia di Nairobi, all’interno del Nairobi National Park c’è una nursery un po’ fuori dal comune in cui giochi e biberon sono sovradimensionati; è il rifugio per animali creato dalla fondazione David Sheldrick Wildlife Trust dedicato ai piccoli di elefante e rinoceronte nero rimasti orfani a causa del bracconaggio o feriti.

La struttura fu realizzata nel 1977 per volere dalla Dottoressa Daphne Sheldrick, in memoria del marito, famoso naturalista;  fornisce assistenza veterinaria e ospita animali bisognosi di cure così che possano crescere ed essere poi rimessi in libertà.

Photograph by Michael Nichols

Basta dare un’occhiata veloce al sito ufficiale dell’organizzazione (dove trovate anche uno splendido archivio fotografico) per capire quanto rispetto e devozione ci siano dietro ad una missione e ad una scelta di vita di questo tipo.
Si rimane colpiti dall’impegno delle persone coinvolte che ogni giorno forniscono cure costanti, allattano i piccoli con biberon giganti e giocano con loro… fino a che non saranno abbastanza grandi da cavarsela da soli.

 

Nella maggior parte dei casi il centro rappresenta l’unica possibilità di sopravvivenza di questipiccoli elefanti; dopo la morte dei genitori rimangono traumatizzati e senza una guida le probabilità che riescano ad arrivare all’età adulta sono davvero poche. In genere l’età degli esemplari ospitati varia dai 4 ai 16 mesi ma rimangono nel centro per circa due anni; successivamente vengono reintrodotti nel Parco Nazionale Tsavo gradualmente e con l’aiuto degli elefanti più anziani.

L’orfana più anziana del parco Tsavo si chiama Eleonora, ha 45 anni ed è stato uno dei primi esemplari salvati dalla tenacia e l’impegno di David e Daphne Sheldrick.

Se vuoi fare una donazione clicca qui! Ma se vuoi puoi adottare un orfano a distanza, clicca qui!

-> Se volete saperne di più da oggi in edicola dovreste trovare il numero di Settembre di National Geographic con un ampio reportage a riguardo.
Altrimenti qui trovi il reportage fotografico del sito.
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Mattia Marasco

fonte | nationalgeographic.it, sheldrickwildlifetrust.org
photo | sheldrickwildlifetrust.org

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15 Responses to David Sheldrick Wildlife Trust, là dove i biberon sono alti un metro

  1. Simele scrive:

    Che meraviglia. Voglio andarci…subito!

    • Mattia Marasco scrive:

      Se prima nella vita volevo fare il bagno coi delfini ora voglio giocare a palla con gli elefanti!.. o magari tutti e due!

  2. Fraintesa scrive:

    la mitica Dame Sheldrick! mito! ti consiglio se non l’hai visto il documentario in 3D “Born to be wild”, incentrato su di lei. l’ho visto in un Imax in australia ma penso (spero!) che sia reperibile anche in italia.

    ho fatto un safari proprio nel parco Tsavo…chissà se uno degli elefanti che ho incrociato era un ex orfano curato da lei!:)

  3. Elisabetta scrive:

    Mattia, si puo’ andare come volontari alla nursery degli elefanti, partirei per 3 settimane,grazie! Bellissimo il dossier su National Geographic.

  4. michele scrive:

    Ciao a tutti ho finito adesso di leggere l’articolo su National Geographic a dir poco stupendo. Avevo visto il documentario di Licia Colò Nati Liberi e poter dare una mano a questi elefanti deve essere stupendo.
    Se impari qualcosa Elisabetta facci sapere. Ciao

  5. Elisabetta scrive:

    Ecco fatto, ora so tutto sul centro e sono in contatto con la responsabile in Kenya. Ho adottato un’elefantina, Sities, bellissima e tenerissima.Sto per prenotare il Camp ithumba per agosto. Da li si accede al David Sheldrick,ci sono solo sei posti letto in tre tende ed è richiestissimo. Il prezzo è di 450 dollari da dividere in 6 a notte.Ho preso anche contatti per estendere il viaggio con un safari e con una giornata a coccolare i cuccioli dell’orfanotrofio di Nairobi. Sto già sognando!!!

    • Mattia Marasco scrive:

      Eccezionale Elisabetta! Davvero! Ammetto che questa determinazione spesso mi manca… hai altre novità? Qualche foto di Sities??

  6. bruna scrive:

    bisogna non comprare e non fabbricare più oggetti religiosi d’avorio. salviamo stì poveri e indifesi elefanti.

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