Vorrei dire una cosa a SKY…
| 28 novembre 2011 | Inserito da Mattia Marasco under COMUNICAZIONE, CULTURA & SOCIETÀ |
Ieri ero partito proprio bene… dal momento che in casa mia la situazione è: “digitale non pervenuto” mi stavo interessando alle offerte e le promozioni di Sky per vedere se poteva valerne la pena. Poi… sono andato al cinema.
In sala ho visto l’ultimo spot che di sfuggita avevo visto passare anche in tv e mi sono chiesto se ci siete o ci fate. Lo so io sono un bacchettone e sono pesante (sappiate comunque che ci sto lavorando su questo!) ma cavolo non vi vergognate e realizzare uno spot che richiama palesemente lo sbarco in Normandia, uno degli eventi più tragici del secolo passato?
Nonostante le vostre campagne siano sempre state ironiche e piacevoli proprio non capisco perché assecondare le idee di un pubblicitario che evidentemente non ha studiato la storia o se l’ha studiata non l’ha capita. Forse dal momento che vendete cinema volevate citare semplicemente le immagini di “Salvate il soldato Ryan“? Che tuttavia ha saputo farlo con realismo e rispetto. La questione non cambia, riportate un evento storico di importanza fondamentale per le dinamiche della II guerra mondiale inserendo al posto di giovani che sono morti a 18 anni ancora prima di scendere dal proprio cargo da sbarco dei Babbi Natale militante pronti a “markettare” le vostre offerte. Non contenti avete citato anche alcune tra le fotografie considerate capolavori senza pari del reportage giornalistico, il servizio di Capa dello sbarco e lo scatto di Joe Rosenthal dei soldati che innalzano la bandiera americana ad Iwo Jima.
Sappiate che si può “vendere” con dignità. Se non tenete alla vostra perlomeno rispettate quella degli altri.
sfogo finito.
Mattia Marasco















Concordo totalmente e condivido, il fatto è che per vendere un prodotto, un qualsiasi prodotto, non si punta più sulla qualità o sull’utilità, ma, passatemi il termine, sulla scenicità dello spot che lo commercializza, sull’effetto. L’autoreferenziazione non esiste più. Inutile negare che, parlando al pubblico televisivo medio italiano ci si rivolge ad individui di medio-basso livello culturale; vedi il fiorire della tv-spazzatura, ma qui entra in gioco anche il buon senso e il cattivo gusto. Come citato nell’articolo-sfogo viene riproposto anche un natalizio sbarco in Normandia, chiaro quindi il collegamento con il famoso film di Steven Spielberg, beh, io me lo sono visto per la prima volta molti anni fa, non ero più in tenera età, non ero più facilmente impressionabile, eppure non dimenticherò mai certe riprese. Niente di inventato, solo un film con i contorni del documentario. Buon gusto quindi.
Ciao Diego,, grazie del commento! Non ti nego hai contribuito a ridimensionare uno sdegno impulsivo che mi ha portato a scrivere questo post (tra l’altro con qualche errore di ortografia… diamo colpa all’impeto vai) di fretta e senza pensarci troppo. So bene che il mio è stato un ragionamento ingenuo ma credo proprio che ogni tanto essere ingenui ed vergognarsi faccia bene a tutti. E sono ancora più convinto che si può essere ottimi “markettari” mantenedendo un certo stile e un certo decoro …molti brand lo hanno dimostrato ampiamente in passato.
No figliolo, non stare a criticarti. Sono fiero di te. E ti sono grato perchè solo un conoscitore come te di ciò che si è prodotto con l’arte cinematografica poteva cogliere certi rapporti tra immagini di produzioni così distanti in tutto. Come avrei mai potuto constatare, io come i più, a che punto di imbarbarimentio siamo arrivati pur di vendere. Si baratta il sacro con il denaro che in questo caso è appropriato definire “sterco del diavolo”. Si riesce ad imbrattare l’eroismo del singolo uomo che fiorisce dentro la brutalità collettiva delle guerre, si svilire la figura di pace di “Babbo Natale” confusa con il più cinico venditore di prodotti, si esalta alla fine il Natale dei Consumi banalizzando il “bambino Gesù” per dissacrare così la nascita del Cristo a maggior gloria del regno del male.
Anche chi non crede in quell’evento non può disconoscere il suo fondamentale contributo a cambiare verso il meglio la storia dell’umanità.
Ciao Mattia, scrivo qui perché poterti spiegare cosa intendo io in 140 caratteri, risulta molto difficile. Capisco che uno spot come quello di Sky possa averti toccato. Però c’è da dire che, almeno secondo il mio modestissimo parere, l’operazione creativa/pubblicitaria di Sky non la trovo per niente irrispettosa. Il concetto pubblicitario qui era semplice: Sky una delle più grandi TV a pagamento che trasmette film di qualità, fa un’offerta natalizia, e da qui parte il percorso creativo, e cioè utilizzare scene importanti dei più svariati film (avventura, fantascienza, storici) rivisitati simpaticamente in chiave natalizia per cui nello spot televisivo le scene dei film vengono spogliate dai loro valori storici, e vengono ripresi solo scene che nell’immaginario più comune riescono a tradurre facilmente il concetto film/sky/promozione natalizia. Ho letto le tue risposte in TW in cui mi chiedevi perché allora non vengono riprese scene di Shindler’s Liste o Urla dal silenzio. Se alcune scene (chiaramente non quelle splatter o scioccanti) di questi films fossero servite al messaggio, non ci avrei visto nulla di male, a meno che non vengano usate gratuitamente senza alcun senso. La pubblicità è frivola e come tale andrebbe presa. Capisco che ci sono milioni di modi per comunicare un messaggio ed ognuno sceglie quello che vole, ma in questo caso nello spot Sky ci trovo intelligenza e capacità creativa pubblicitarie.
Ciao Giuseppe, grazie per il chiarimento in effetti Twitter a volte sta un po’ stretto. Io non dico che tu non abbia ragione eh, però credo che si possa comunicare anche in modo diverso, per lavoro vedo campagne pubblicitarie tutti i giorni e quindi dico che potevano essere ugualmente creativi e meno “ambigui”.. passami il termine.
Poi probabilmente sono gusti, o forse sono io particolarmente suscettibile su alcuni eventi storici o fotografie che hanno reso grande il reportage… è stato uno sfogo quindi come tale va preso. Può essere uno spunto per un confronto (come stiamo facendo) ma può anche lasciare il tempo che trova!