“La fotografia non crea eternità, come fa l’arte. Essa imbalsama il tempo”,
 1958 – André Bazin, critico cinematografico francese

Ieri notte (ebbene sì non riuscivo a prendere sonno) ho avuto uno scambio di considerazioni con un utente di Twitter riguardo l’iPhonografia… tutto è nato da un mio tweet in cui affiancavo le parole “fotografia”, “crowd” e “iPhone” e al quale mi veniva risposto che fotografia e iPhone non avevano niente a che fare l’una con l’altro e mi si raccomandava di non confondere Instagram con l’arte.

Arte… una parola che vuol dire tutto e niente, cos’è l’arte? Per voi cosa significa questa parola? Personalmente penso che l’arte sia una forma di espressione in grado di suscitare emozione in chi la osserva o ne fruisce; una forma di comunicazione e di racconto che scuote le anime, fa riflettere, arrabbiare, ammirare, sorridere, confondere, confondere, commuovere. E se l’Arte è davvero questa poco importa la tecnica o il mezzo con cui viene realizzata no? Se le fotografie di Cartiere-Bresson, Capa o di Erwitt fossero state scattate con uno smartphone avrebbero perso di impatto? Io non credo.

Con questo non voglio certo dire che la qualità dell’immagine che sono in grado di garantire mezzi fotografici tradizionali come una reflex non abbia alcun valore o non contribuisca a rendere “bella” una fotografia ma non tutto si esaurisce in quello. L’iPhoneografia è un fatto di nostri giorni, si può solo accettarlo e osservarlo così com’è… la “popolarizzazione” della fotografia non sta snaturando questa forma artistica permette solo ad un ampio numero di individui di prendervi parte in modo semplice e spontaneo e lo fa in relazione alla tecnologia che abbiamo a disposizione oggi. Una foto Polaroid era meno artistica di una scattata con Reflex? Oggi al posto della Polaroid abbiamo uno smartphone ma il senso rimane il medesimo no.

A tal proposito proprio qualche giorno fa ho letto un bell’articolo di Serafino Rescina di Shoot 4 Change sul magazine Seven Days-in del quale vi propongo un estratto: è un po’ lungo ma credo esprima molto meglio di me il senso di fondo della fotografia tramite smartphone. L’articolo presenta proprio la presenza un esempio di splendida iPhoneografia (quella di Stefano Pesarelli) all’interno della mostra 100 click 4 Change, (allestita a Reggio Emilia fino al prossimo 24 giugno.

“L’iPhoneography, ovvero scattare fotografie con un iPhone e in generale con tutti gli smartphone, non è solo moda ma anche vero e proprio nuovo linguaggio fotografico esplorato anche in campo sociale. Anche alcuni degli oltre 700 fotografi volontari no profit di Shoot 4 Change – che sensibilizzano quotidianamente l’opinione pubblica sui problemi sociali del nostro tempo – hanno realizzato interi reportage su iPhone. [...] Ora fare foto è diventato un gesto leggero, automatico, quasi istintivo, una specie di intercalare nelle relazioni sociali. E se un tempo le nostre fotografie riproducevano il mondo per conservarlo, ora lo abitano e lo consumano assieme a noi. [...] Quando la fotografia era agli albori, c’era anche un rituale di posa e scatto, di esercizi di laboratorio che conferivano un carattere unico all’immagine prodotta. Con l’avvento delle fotocamere digitali abbiamo ora a disposizione strumenti e dispositivi che, per molti versi, hanno via via indebolito questa sensazione di unicità. E l‘iPhoneography, ha probabilmente restituito questa sensazione di unicità, rendendola ancora possibile.”
da “100 click 4 Change: l’iphoneography al Festival della Fotografia Europea di Reggio Emilia” - Leggi l’articolo per intero

Certo è vero, possiamo modificare una foto con pochi passaggi direttamente sul telefono e quindi? Se andassimo a casa, la scaricassimo e la modifcassimo con Photoshop ci sarebbe differenza in quanto ad autenticità della foto? La renderebbe più degna di essere definita “arte”? Il lavoro di post-produzione è sempre esistito, fin dalla nascita della fotografia, le fotografie di Stieglitz certo non uscivano così dalla sua “polaroid” ma in pochi credo si sentirebbero in diritto di definirle non “artistiche”. Questo passaggio è molto chiaro nell’articolo di Rescina… l’editing non snatura la sincerità di uno scatto anzi ne alimenta l’unicità.

Sul dibattito arte o non arte, vecchio come la creatività umana stessa, sono stati spesi libri su libri, dibattiti su dibattiti e mi stupisco nel vedere che ancora oggi non sia stato superato, che ancora oggi non siamo andati oltre questa necessità di etichettare e definire qualcosa a tutti costi. A questo proposito segnalo una scena di un film in cui la mia Julia affronta esattamente questa problematica, magari può servire a darvi qualche spunto di riflessione. (il film è Monna Lisa Smile)

 Immagine anteprima YouTube

.
Qui
un altro spunto interessante di Alessio Altichieri del Corriere della sera: “La fotografia non ne’ arte ne’ cronaca. Perchè allora ci seduce così?

Aggiornamento 28 maggio:
Vi segnalo un ulteriore spunto, l’intervento video, inerente a queste tematiche, di Stefano Pesarelli all’Instameet tenutosi il 19 maggio 2012 a Firenze… guarda il video!

Mattia Marasco

foto | Elliott Erwitt, 1951 - weinstein-gallery.com

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21 Responses to iPhoneografia, da non confondere con arte?

  1. Giorgio Trucco scrive:

    Ciao Mattia, articolo interessante. Il dibattito forse un po’ stucchevole. Un po’ come la diatriba se e’ meglio Nikon o Canon. Credo sia ampiamente una questione di gusti.
    Il mio personalissimo punto di vista e’ che trovo difficile considerare arte quella prodotta con uno strumento che si compone di 4-5 pulsanti dagli effetti predefiniti. Innanzitutto e’ gia’ sbagliato parlare di iphoneography. Ci sono smartphone che fanno le stesse cose degli iphone, quindi l’enfasi sull’iphone parte gia’ da un presupposto sbagliato, risultato della campagna mediatica e di marketing dell’azienda di Cuppertino. Nessuno si e’ mai chiesto che marca di penelli usasse Michelangelo. L’arte e’ arte, secondo me, quando e’ prodottta con strumenti che non limitano le possibilita’ del produttore stesso di arte. Il tuo riferimento a Photoshop e’ fuorviante, secondo me. Certo non e’ l’uso di Photoshop, di per se’, a rendere una foto migliore rispetto a Hipstamatic, ma il fatto che con Photoshop puoi fare quello che vuoi della tua fotografia, mentre con Hipstamatic puoi scgeliere solo tra alcuni effetti predefiniti che un programmatore ha integrato al tuo posto. Il fatto poi di considerare arte degli effetti retro, per quanto accattivanti possano essere a prima vista, e’ assurdo. Significa pensare che il fascino di una foto vecchia, scolorata dal tempo e rigata, si possa trasportare automaticamente su una roba fatta elettronicamente. E’ un po’ come andare a Las Vegas, invece che a Venezia. Cosi’ uno, in una sera sola, puo’ ammirare le gondole, ma anche la statua della liberta’, la Tour Eifel etc. etc. Ma non e’ la stessa cosa… E’ una cosa finta!
    Ecco, per me la “smartphoneopgraphy” (gia’ il nome e’ impronunciabile…) soffre dello stesso peccato originale. E’ finta. E ha la pretesa assurda di riprodurre artificialmente delle cose che nascono invece da un reale stratificarsi di effetti indotti dal tempo. Un po’ come mettere la polverina agli aromi artificiali di tartufo sul risotto. Nulla a che vdere con un vero risotto consumato in trattoria ad Alba durante la fiera del tartufo!
    Vediamo tra 50 anni cosa restera’ dell’iphoneopgrapy. Fino ad allora credo che il verdetto restera’ sospeso e il discorso relegato a una mera questione di gusti.
    A me no piace. Ma io conto per uno.

    Ciao.
    giorgio

  2. Giorgio Trucco scrive:

    http://visualsciencelab.blogspot.it/2011/12/so-heres-what-i-know-about-iphone.html

    questo e’ un altro punto di vista. E mi trova parecchio d’accordo. L’importante e’ discutere senza fare guerre di religione.

    • Mattia Marasco scrive:

      Grazie Giorgio del tuo commento… nessuna guerra di religione figurati, tutt’altro! Il tuo punto di vista è senza dubbio interessante anche se un mezzo tecnico imporrà sempre delle limitazioni a chi crea arte, la reflex ne impone meno ma è solo un fatto quantitativo.

      Per quanto riguarda il termine “iPhoneografia” penso sia più un termine convenzionale che altro, serve ad indicare un fenomeno in crescita tutto qui, l’iPhone indubbiamente è uno dei device migliori per le foto ma ce ne sono altri altrettanto ottimi.. ripeto “si fa per capirsi” non credo che venga usato pe indicare una supremazia tecnica di un device piuttosto agli altri.

      Photoshop e filtri retrò …mah non sono pienamente d’accordo gli stessi filtri esistono già in photoshop o in altri programmi di photo editing, quindi non ha proposto niente di nuovo. Senza dimenticare che il filtro non è obbligatorio! Sulla piattaforma si possono comunque caricare foto non filtrate.

      Per quanto mi riguarda dire che una foto non è arte perché fatta con uno smartphone è stupido quanto dire che una foto è arte perché scattata con una macchina da migliaia di euro con mille lenti e obiettivi.

      Credo che la fotografia tramite smartphone abbia la stessa dignità della fotografia istantanea tradizionale. Ma grazie del tuo commento davvero! Mi ha dato un punto di vista in più che non avevo valutato!

      • Giorgio Trucco scrive:

        Il fatto che una reflex offra meno limiti non e’ secondario, pero’. I limiti di una reflex sono quelli delle leggi della fisica e dell’ottica, non quelli dei tasti di effetto disponinibili sull’App. C’e’ una bella differenza, secondo me. Poi certo credo anch’io che si possano dei buoni reportage con un telefono, in determinate condizioni. Pero’ la maggiorparte delle fotografie che si vedono su Istagram, o comunque fatte con gli smartphone, soffrono, sempre secondo me, di un uso eccessivo di filtri preimpostati, rendendo il tutto molto piu’ vicino a una moda che a un vero modo espressivo.
        Cavolo, non si trova una foto a fuoco, o non rigata, o non incorniciata con frames che richiamano le vecchie pellicole o le vecchie stampe, o senza dominanti cromatiche buttate su a caso… ma cos’e'??? :-)

        giorgio

  3. lo strumento in sé non fa arte: lo si dice e lo si ribadisce come se ci fosse qualcuno che non è d’accordo
    però poi tutti abbiamo la nostra Canon/Nikon/XYZ professionale e un parco lenti che costa quanto un’auto
    il punto credo che sia che la reflex di turno sia uno strumento estremamente affidabile e versatile (andateci a -20°C o a fare foto astronomiche col vostro telefonino!), ma è pesante e ingombrante
    l’iPhone invece non fa nessun attrito con il tran-tran quotidiano (portatevela a tracolla tutti i giorni la 1D con due o tre ottiche, o magari a Bari vecchia di notte!)

    il mare di spazzatura instagrammata che c’è a giro non è colpa degli smartphone, è colpa di chi li usa
    anche il low-fi è uno “strumento” e va saputo usare.

    *commento tratto da Facebook e inserito qui col permesso dell’autore.

    • Mara Trovato scrive:

      hai scritto bene cmq…e sono d’accordo. Lo strumento non fa l’artista, e lo si può constatare giornalmente. Ho visto cose interessantissime fatte con iphone e cose insignificanti fatte con le macchine più costose.

      *commento tratto da Facebook e inserito qui col permesso dell’autore.

  4. Francesco Romeo scrive:

    Certo bisogna dire che usando un iphone hai una maggior semplicità d’uso. Le luci,le gestisce il telefono,per la profondità di campo,hai gli effetti dell’applicazione..
    Nelle reflex devi comporre adeguatamente tempo e diaframma..è grazie a quelli che ottieni l’effetto interessante. Poi c’è la post-produzione…molto importante,in base all’uso che ne facciamo della fotografia(pubblicitaria..ecc..)
    Io lo uso Instagram,solo per documentare cos’è che faccio,dove mi muovo ecc..Naturalmente,non faccio foto così a casaccio,l’inquadratura è mia,il resto lo fa il telefono.
    Secondo me..non c’è paragone fra la fotografia vera e propria e la “fotografia”,dell’iphone.
    Lo strumento non fa l’artista,però bisognerebbe pensarci un po’ di più su questa cosa..ormai quasi tutti sono in grado di scattare fotografie artistiche,ma prive di significato,con Instagram.
    La bravura sta anche nel realizzare foto interessanti e significative,con il vero strumento fotografico,ossia la macchina fotografica,non un telefono.

    *commento tratto da Facebook e inserito qui col permesso dell’autore.

    • Mara Trovato scrive:

      La bravura sta nel trasmettere ciò che vuoi dire, il tuo messaggio, e farlo arrivare dritto al cuore e agli occhi di chi guarda. Per questo, non importa quale mezzo hai a disposizione, devi avere talento. E il talento non te lo da la macchina. Poi, la macchina reflex e sopratutto in manuale, è giusto saperla usare per un fotografo che si definisca professionista, ed è consigliabile per tanti motivi, come giustamente scriveva Francesco.

      *commento tratto da Facebook e inserito qui col permesso dell’autore.

  5. Mah… è innegabile che ognuno di noi abbia un corredo fotografico di svariate migliaia di euro, ma questo non vuol dire che non si possa fare arte anche con l’iPhone. E non è la comodità a far preferire l’utilizzo dello smartphone o della reflex, ma i limiti che il primo ha nei confronti della seconda. Se uno si accontenta di fare arte con tanti limiti, fa comunque arte… ma è innegabile che con una reflex si hanno molte più possibilità in svariate situazioni. Si può andare a fare la spesa sia con la Smart sia con la Ferrari, si potrebbe anche andare in pista con la Smart, ma siamo tutti coscenti che con la Ferrari si va più forte, si tiene meglio la strada e si è più sicuri…. ma se uno non ha troppe pretese si diverte anche con la Smart, no ?!?! Ecco, per me il problema è solo questo : dando per scontato che si sappia utilizzare il mezzo per fare della vera arte, poi si sceglie o ci si accontenta del mezzo che si ha a disposizione per fare arte ! Una Ferrari in mano ad un neopatentato incapace fa più danni di una Smart…..quindi non lamentiamoci se si vedono tante porcherie su Instagram, meglio così…lasciamo divertire anche chi non sa “guidare” ! ;)

    *commento tratto da Facebook e inserito qui col permesso dell’autore.

    • Semplicità d’uso? Le luci le gestisce il telefono? Secondo me Francesco è proprio il contrario! Quando ho in mente uno scatto, con una reflex lo porto a casa perchè ho tutti gli strumenti a disposizione, con l’iPhone io faccio davvero fatica! Se pensi che con iPhone scatti a caso e poi un’app ti permette di ottenere un effetto a caso allora ti do ragione, ma se parliamo di Fotografia, secondo me l’iPhone è molto piú impegnativo! Prova a fare lo stesso scatto con iPhone e con reflex, che ne so, un uomo che zappa in controluce e dimmi quanti scatti devi fare per fare quello che vuoi? Secondo me parti da presupposti sbagliati, parliamo di fotografia! Un abbraccio dal Mozambico!

      *commento tratto da Facebook e inserito qui col permesso dell’autore.

      • Giorgio Trucco scrive:

        perché schiacciare un solo pulsante (quello che fa click, finto) è controllare la fotografia? Fai click (finto), carichi l’app, scegli un effect, una frame, fai l’upload, gli amichetti ti fanno tanti like e tu ti senti tanto cool. E questo sarebbe parlare di fotografia? per dirla alla Totò: “ma mi facci il piacere”!

  6. Nicola scrive:

    Arte, fotografia 2.0 o semplice comunicazione visiva: non vedo tanto motivo di astio contro un mezzo simile. Chiaro, non tutti sono fotografi, ma come tutti non sono allenatori di calcio. Nonostante ciò settimanalmente vediamo scorrere fiumi di parole e opinioni più o meno colorite di giornalisti e semplici appassionati.

    Sì, uso Instagram. No, non sono un fotografo. No, non sono un artista. E per questo non posso comunicare ciò che vedo con una foto più o meno “aiutata” da un filtro?
    Sicuramente i filtri abbelliscono la foto, ma se il soggetto è pessimo, la foto è pessima in low-fi, hefe o earlybird ;)

  7. MaxTux scrive:

    L’abisso tra l’artista e il fotografo si riassume in una sola parola:
    creazione

    Il fotografo registra.
    L’artista crea.

    L’artista vede o immagina una realtà e la crea dal nulla, su un qualsiasi mezzo: tela, pietra o lo schermo di un computer.

    Il fotografo vede o immagina una realtà e la registra.
    Posiziona le luci, le persone, gli oggetti e le registra.

    Se un artista invece di dipingere dei fiori, prendesse dei fiori veri e li appiccicasse sulla tela, sarebbe un artista?
    Questo è quello che fa il fotografo.

    Il fotografo, vede o immagina determinate cose, esattamente come fa l’artista, vuole comunicare un’idea, un pensiero o un concetto, esattamente come fa l’artista, prepara mentalmente la scena, la configurazione, il colore le forme, esattamente come fa l’artista.

    Ma
    Non crea.

    Prende degli oggetti che gia esistono e li registra.

    Esempio:
    C’è un fiore.
    Il fotografo lo registra
    L’artista lo ricrea.

    Esempio 2:
    Si vuole esprimere un concetto.
    Il fotografo pensa al metodo più efficace per esprimere il concetto.

    Trova degli oggetti reali o immaginari utili all’espressione del concetto
    Li posiziona nella sua scena mentale o reale
    e registra.

    L’artista pensa al metodo più efficace per esprimere il concetto.
    Trova degli oggetti reali o immaginari utili all’espressione del concetto
    Li posiziona nella sua scena mentale o reale
    e crea.

    Differenza tra registerazione e creazione

    La registrazione è un procedimento per cui il fotografo agisce premendo il pulsante, e la macchinetta fotografica riproduce la realtà (o la realtà immaginata) in forma di immagine.

    La creazione è il procedimento per cui l’artista, agisce prendendo gli strumenti del suo lavoro, e lui stesso riproduce la realtà (o la realtà immaginata) in forma di immagine.

  8. Martin Rance scrive:

    E’ tutta colpa di Internet. Non scherzo. Leggi forum e forum di migliaia di interventi che non fanno che esaltare l’attrezzatura invece che la cultura visiva.
    Una volta feci una mostra su/al Mercato de’ Ciompi. Uno mi chiese “Belle foto, chissà che macchina hai usato!”.
    Prima lo guardai male, poi mi guardò male lui quando gli svelai che “la colpevole” era una compattina Nikon da 150 euro.

    Prima dell’avvento delle nuove tecnologie, quando le macchine erano solo reflex analogiche, si discuteva molto di fotografia e fotografi, tanto, a parte pochi esaltati, uno teneva la sua reflex per anni, magari regalandosi un obiettivo di tanto in tanto. Ora pare che l’unico argomento di conversazione siano i pixel della nuova reflex Nikon o Canon.
    Non per farvi il pippone da vetero, ma andate alle mostre, comprate libri di fotografia, visitate i siti dei grandi fotografi: è il modo migliore per imparare a fotografare!

    *commento tratto da Facebook e inserito qui col permesso dell’autore.

  9. [...] Roba da matti (blog di Mattia Marasco) – iPhoneografia, da non confondere con arte? [...]

  10. David scrive:

    Beh, a me l’iphoneografia piace, ed è per quello che su http://www.italianeography.com ne scrivo quasi tutti i giorni. E’ un modo che permette ormai a sempre più milioni di persone di liberare la propria creatività e soprattutto di condividere migliaia di messaggi diversi attraverso le immagini. Tutta la fotografia smartphone è ormai un movimento che viviamo in tempo presente ed inarrestabile. Ben venga che ognuno usi gli strumenti che gli si addicono di più per creare arte, e di sicuro, gli smartphones, fanno ormai parte di questi strumenti.

  11. [...] o iPhone-photography come viene denominata nell’articolo. Già in passato ne ho parlato spesso, non sono un fervido sostenitore della fotografia fatta con gli smartphone ma neanche la demonizzo. [...]

  12. Leo scrive:

    Carissimo Mattia, che bell’articolo… di quest’argomento ne ho scritto anch’io un po’ di tempo fa. Però poi mi son reso conto che siamo alle solite: quando sono arrivate le reflex digitali, giù a dire che la pellicola è un’altra cosa, che non si potranno mai far foto così belle con le DSLR, ecc… io credo invece che la fotografia con smartphone sia ancora agli albori e che ne ha di strada da fare prima di raggiungere la qualità della fotografia tradizionale, ma prima o poi arriverà. Per ora va bene per un certo tipo di comunicazione e per un certo tipo di fotografia ma non per un altro: non sono un esperto di Iphone e di smartphone ma credo che i limiti tecnici, per ora, siano decisamente più stringenti di quelli di una reflex (ma ripeto, non essendo un esperto, mi potrei anche sbagliare).
    Sulla questione arte o non arte, credo che sia una discussione stucchevole e di poco senso… io vi posso semplicemente dire che amo avere il mio chilo, chilo e mezzo di attrezzatura tra le mani quando esco per un’uscita fotografica, ma imparerò anche ad accontentarmi dei 200-300 grammi di uno smartphone :)
    Mi piace pensarmi come un nostalgico futurista, legato alle tradizioni (scatto ancora, qualche volta, con una vecchia F70) ma curioso di esplorare la tecnologia
    Ciao, a presto Trentinodipendente! ;)

    • Mattia scrive:

      grazie Leo! Il tuo commento è importante perchè dà un punto di vista ulteriore! Grazie davvero! Ammetto che da quando ho preso il mio 50mm ho riscoperto il piacere di portare sempre con me la mia reflex la cui superiorità tecnica è innegabile!
      Il discorso “arte” è di tutt’altro tipo e anche su quello mi trovo d’accordo con te!

  13. [...] parlato spesso (leggi: L’affanosa vita dell’iPhoneography; iPhoneography da non confondere con arte; Impugna l’iPhone e scatta) delle questioni poste in rilievo dal diffondersi [...]

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