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Cos’è cheFare?

cheFare è una piattaforma culturale che nasce su iniziativa dall’Associazione doppiozero, consiste in un premio di 100 mila euro destinato a un progetto di innovazione culturale. I progetti che fanno parte della “gara” hanno dei tratti comuni tra loro: si distinguono per l’uso di licenze Creative Commons, promuovono collaborazione, co-produzione, innovazione, scalabilità, riproducibilità, sostenibilità economica nel tempo, equità economica e contrattuale. Inoltre hanno un impatto sociale positivo e usano tecnologie opensource.

Attraverso un bando sono stati raccolti, tra settembre e novembre, oltre 500 progetti e un gruppo di esperti ha selezionato quelli che più riuscivano a soddisfare le caratteristiche richieste dalla gara, molte delle quali elencate sopra. In tutto ne sono stati scelti 32.

I progetti potranno essere votati da chiunque sul sito dell’iniziativa fino al 13 gennaio 2013. Oltre ad esprimere il proprio voto gli utenti possono, tramite la piattaforma di crowdfunding Eppela, scegliere se e quale progetto finanziare. Una giuria eleggerà il progetto vincitore il 29 gennaio dopo una valutazione sui primi cinque progetti classificati.

Vi invito a dare un’occhiata ai progetti proposti perchè alcuni sono bellissimi e per certi aspetti quasi utopistici data la fiducia che ripongono nella cappacità di scambio e collaborazione tra le persone ma il mondo sta cambiando e con esso il modo di approcciarsi agli altri (anche grazie alla Rete).
Tra i progetti molti vorrei segnalare: Social Book (un social network di prestito libri dove ognuno mette in comune la sua piccola biblioteca personale. Per avvicinare case, cittadini e quartieri); Schermi in classe (il cinema, a bordo di un furgone, arriva nelle scuole, in palestra, nei corridoi, in aula magna. Rassegne visive a tema per pensare e imparare); Inner Growth (la fotografia come mezzo di libera  autorappresentazione. Linguaggio di un’antropologia visuale che dà voce a mondi e culture diversi); Cinematic (il pubblico vota online quale film vedere nel cinema di quartiere o della città. Per dare nuova visibilità al cinema dimenticato e indipendente). Questi sono solo alcuni di quelli che più mi hanno colpito, ce ne sono altri ugualmente belli.
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Perchè ho scelto Wiki Loves Monuments 2013?

Un progetto di memoria collettiva. Un archivio visivo realizzato dai cittadini. Scatti fotografici di monumenti italiani da parte di tutti per tutti.” Così si presenta il progetto all’interno della piattaforma cheFare.com. 

Wiki Loves Monuments 2013 è la seconda edizione di un’iniziativa promossa e realizzata da Wikimedia Italia che, in quanto corrispondente italiana ufficiale di Wikimedia Foundation, si occupa di diffondere la conoscenza libera. L’iniziativa consiste in un concorso fotografico nazionale che permetta di arricchire un archivio di immagini,  liberamente utilizzabili da tutti,  dei nostri monumenti su Wikipedia. L’obiettivo è quindi quello di censire e documentare il nostro patrimonio culturale  e permettere a chiunque di preservarne la memoria nel tempo.

Tutti possono partecipare purchè si producano immagini con licenza libera nel rispetto del diritto d’autore e della legislazione italiane e che abbiano come soggetto i “monumenti”, nell’accezione intesa anche dall’Unesco:

un vastissimo genere di opere che comprende edifici, sculture, siti archeologici, strutture architettoniche, siti naturali e interventi dell’uomo sulla natura che hanno grande valore dal punto di vista artistico, storico, estetico, etnografico e scientifico

Ho deciso di esprimere il mio voto in favore di Wiki Loves Monuments perché,  come mi capitato già di sottolineare in passato, mi appassiona la cultura wiki, quello che è in grado di fare e quello che già ha realizzato negli ultimi anni in Italia. Ho dedicato la mia tesi di laurea alla collaborazione e alla creazione condivisa e Wikimedia Italia, nel nostro territorio, ne è una delle espressioni più forti ed efficaci. Wikipedia in lingua italiana, uno dei tanti progetti che Wikimedia Italia tutela e monitora, è entrata a far parte delle nostre vite a tal punto che non ne concepiamo più l’assenza, la ricerca e la navigazione online sono ormai attività che non possono prescindere dalla sua esistenza.

Wiki Loves Monuments intende fare altrettanto, fermare nel tempo e per sempre una memoria collettiva di immagini che tuteli il nostro inestimabile patrimonio culturale. Per il valore sociale di un simile progetto, per la competenza e la passione con cui questa community – che ho conosciuto di persona e che seguo con ammirazione dagli spalti degli “ignoranti” – porta avanti le proprie iniziative; e per la “capacità di Fare” già dimostrata ampliamente da Wikimedia Italia in passato, scelgo di dare il mio voto a Wiki Loves Monuments!

Mattia Marasco

riferimenti:
- vota Wiki Loves Monuments!
sito ufficiale Wiki Loves Monuments

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Consulente e Digital Strategist appassionato di educazione digitale e comunicazione sociale. Mi occupo di progetti digitali, di community management e dell'ideazione di strategie web per aziende, liberi professionisti ed enti. Nel tempo libero bevo caffè, apro blog e scatto foto.

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