E’ imprevedibile e immanente, due visioni di una cosa chiamata Creatività
Strana cosa è la creatività per chi lavora nella comunicazione o in pubblicità o in altri settori che richiedono fantasia e immaginazione. E’ un’entità astratta in cui si crede e non si crede, qualcosa di mistico e al tempo stesso terribilmente banale.
E’ spesso una parola abusata, tutti sono creativi e non lo è nessuno. Per alcuni è una qualità individuale per altri è un’ispirazione metafisica che è “altro” dall’individuo. Ne consegue che tutti possono dire di averla ed è difficile sostenere il contrario.
Di seguito riporto due punti di vista sostanzialmente differente ma che viaggiano a mio avviso su binari paralleli. Due posizioni che spero possano essere di spunto per chi scrive, per chi ha un blog, per chi lavora nella comunicazione o semplicemente ha voglia di alzarsi al mattino con l’intenzione di dare uno scopo alla giornata.
Osho della Creatività dice:
La creatività non ha nulla a che fare con un’attività in particolare: con la pittura, la poesia, la danza, il canto. Non ha nulla a che fare con niente in particolare. Ogni cosa può essere creativa, sei tu a dare questa qualità all’attività; l’attività in sè non è nè creativa nè non creativa. Si può dipingere in modo non creativo, si può cantare in modo non creativo e si può pulire un pavimento in modo creativo, si può cucinare in modo creativo. La creatività è la qualità che tu metti in ciò che stai facendo: è un’attitudine, un approccio interiore, il modo in cui guardi le cose. [...] Una persona è creativa e se è creativa, qualsiasi cosa faccia, anche se cammina, si vede che nel suo camminare vi è creatività. Anche se siede in silenzio e non fa nulla, anche il suo non far nulla sarà un atto creativo. Il Buddha, seduto sotto l’albero del Bodhi senza far nulla, è il più grande creatore che il mondo abbia mai conosciuto.
fonte | livingalive.com
La descrive quindi come qualcosa di innato in alcune persone, un’attitudine che permane nell’individuo ma che emana da esso quasi inconsapevolmente. Per Osho persino non fare nulla è un atto di creazione.
In risposta ad Osho propongo il discorso che Elizabeth Gilbert, autrice del best seller internazionale Mangia prega ama, ha tenuto nel Febbraio 2009 ad una conferenza TED. La Gilbert prende spunto dalla pressione che subisce uno scrittore dopo un libro che raggiunge un simile successo. Le aspettative sono immense e come si allora a non soccombere? Partendo dalla risposta a questa domanda l’autrice racconta come lei vede “l’esasperante imprevedibilità del processo creativo“ e il ruolo del genio umano nel mondo e nella Storia.
Per Elizabeth Gilbert la Creatività è qualcosa che affianca l’uomo nell’atto creativo stesso ma pur essendo qualcosa che trascende la realtà è al tempo stesso è un qualcosa con cui l’individuo può collaborare in base ai propri tempi e le proprie esigenze. Per la Gilberto la Creatività nasce dalla collaborazione e dal gioco di squadra tra l’Uomo e l’Ispirazione.
Per te invece che cos’è la Creatività?
Dai una tua definizione in un commento qui sotto.
photo | sxc.hu
2 Responses to E’ imprevedibile e immanente, due visioni di una cosa chiamata Creatività
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La creatività è il bruco che diventa farfalla… e alla fine sorride https://vimeo.com/55698309
Come hai detto tu non basta dipingere per essere creativi, bisogna vedere cosa/come dipingi..
Per essere creativi è necessario avere idee innovative.
Ma per averle è essenziale, prima, riuscire a vedere le cose da un punto di vista diverso da quello solito.
Ecco cos’è, banalmente, per me, la Creatività..