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Un post che racconta la vita lavorativa dolcemente complicata di un social media manager coso, sì dai quelli che passano le giornate a fare gli opinionisti su Twitter ma poi piantano carote su Facebook, proprio loro!
Ispirato da “La professione del programmatore in 16 gif animate” di Matteo Galli.

Fase personal branding conclusa. Ora si aspetta

contact

Quando hai fatto tutto quello che era opportuno fare per rafforzare e comunicare il tuo “brand”. Ti sei fatto il sito fighetto, colorato, originale, cool ma anche un po’ hipster-grunge-fintovintage-stayfoolish.
Curata la presenza sui social? Ffffatto! Aggiornato linkedin e curriculum? Ffffatto! Insomma tutto è pronto! Le pubbliche relazione? Almeno un’ora al giorno! Perché se fai il social coso non è importante cosa sai fare ma quanti contatti riesci a farti nel minor tempo possibile; a forza di agitarti inevitabilmente attirerai l’attenzione di qualcuno.

Ora puoi solo aspettare che qualcuno nell’universo decida di contattarti e offrirti un lavoro.

Il primo lavoro. Salta scimmietta salta!

chandler-monica

Il momento nazionale è quello che è, ecco perché a carriera appena iniziata una social media coso è disposto a fare più o meno qualsiasi cosa e a lavorare per niente.
Il suo sogno è quello di realizzare una campagna di comunicazione strategica online che cambi il mondo ma dal momento che con i sogni le bollette non si pagano si accontenta di affiancare un piccolo cliente di periferia che pretende miracoli senza fornire alcun tipo di contenuto o informazione: “fammi un video che sia virale! Voglio fare il botto!”. E tu che fai? Cerchi di fare il possibile barcamenandoti tra il realismo dei fatti e la tua inesperienza… salti e salti finché non ti manca il fiato sperando che il cliente si renda prima o poi conto che vende solo ricambi per elettrodomestici.

“Lui e non me!?” …prima di imparare a fare comincia a venderti

settimana dio

 L’amara verità del web in quanto specchio fedele della vita reale è che non sempre il merito vince su tutto. Ecco perché è sempre un duro colpo per il social media coso che ha perso mesi se non anni a studiare vedere che, perlomeno in Rete, altri “professionisti” sono considerati dei veri e proprio talenti della comunicazione social quando  nn sanno neanche cambiare il sottotitolo del proprio blog WordPress che ancora grida con orgoglio al mondo “Just Another WordPress site”. Ecco perché dirò una cosa impopolare: studia caro social media coso, studia ogni giorno e rimani aggiornato ma non scordarti che vince chi arriva primo non chi corre con la postura più corretta (la seconda potrebbe far accadere la prima ma non è detto!). Quindi mentre impari comincia a raccontarti, a presentarti e a vendere i tuoi servizi perché mentre te studi le origini del mondo qualcun altro potrebbe portarti via un’occasione lavorativa che può fare la differenza per la tua carriera.

Un mondo in continua evoluzione

indiana jones

 Ogni social media coso sa che le affermazioni che farà davanti a un cliente o durante uno speech ad un evento web potrebbero avere vita breve. Zuckerberg difficilmente si fa una notte di sonno intera e il suo social apporta modifiche e presunti miglioramenti quasi settimanalmente; stargli dietro non è affatto facile e inoltre spesso lo seguono a ruota le altre piattaforme di questo universo sociale. Ecco perchè la “X” non  indica mai il punto dove scavare… ma qui lo dico e qui lo nego!

Aiutami ad aiutarti!

jerryE’ questo l’approccio con cui spesso un social media coso si avvicina a un cliente! L’entusiasmo di fare qualcosa che è ancora nuovo e indefinito, che fanno in pochi e che spesso lo fanno male domina tutto il tuo lavoro.
Vuoi portare il tuo cliente a farsi conoscere persino dall’altra parte del mondo ma ti serve il suo aiuto! Hai bisogno che si racconti a te, che ti passi del materiale da poter riusare sui social o sul blog, hai bisogno di conoscerne la storia (“quando nasce l’azienda? Come nasce il vostro nome?”) ma niente, il tuo cliente ti guarda come se gli stessi chiedendo: 854 : 7 = ?

“Abbiamo un budget per le campagne!”

got power

La frase che ogni social media coso desidera sentirsi dire dal proprio cliente, quella che ti fa sentire un dio in terra perché adesso “hai il potere!”. Adesso hai un budget a tua disposizione per aiutarti nella gestione e nella crescita di una pagina facebook o nel far crescere un blog o un prodotto… tutto è in tuo potere, tutto è possibile ed è in questo momento che cominci a indossare sotto i vestiti una tutina rossa e blu e  provare un’improvvisa attrazione per le cabine telefoniche.. sempre più rare ai nostri giorni.

Ciao amico lavoratore che hai venduto la tua anima per la tredicesima

mamma ho persoLa vita del social media coso si compone di alti e bassi … un po’ come la vita di tutti. Nei momenti di maggior autostima il social media coso freelance tende a guardare con illusoria presunzione chi ha scelto la via dell’impiego fisso, magari in un’agenzia o un’azienda, rinunciando alla propria libertà, a poter lavorare in pigiama o  immerso in una verde radura accompagnato dal rumore di un ruscello di campagna. Certo il dipendente ha uno stipendio fisso, contributi, la tredicesima ma volete mettere con l’illusione di essere padrone di te stesso, di essere invincibile e pronto a conquistare il mondo!?

Il cliente che non fida

prada

 La peggiore cosa che può capitare (ma effettivamente anche la più comprensibile) è il cliente che ti ha commissionato un lavoro ma che non si fida né di te é nei dei “social cosi” su cui lavori perché non crede in questa roba ma ci vuole essere perché lo fanno tutti.
E tu, che già stai faticando a gestire dieci microclienti e che sai che è più facile cominciare il lavoro e portare i risultati piuttosto che spiegarlo, vorresti solo dirgli: per favore vai ad annoiare qualcun altro con le tue domande e lasciami lavorare!

Il tuo post per un semplice caso fortuito ha fatto il botto e te fai il fenomeno

notting hill

Lavori da settimane ai post della pagina Facebook del tuo cliente, hai preparato un pieno editoriale, hai preparato delle grafiche virali, hai decine di domande pronte per alimentare l’engagement e poi un giorno di primavera decidi di pubblicare la foto ironica di un gattino …e la folla va in delirio! Like, condivisioni, gente che scende in strada urlando il tuo nome e tu che fai? Beh dopo settimane di duro e creativo lavoro giustamente fai il fenomeno godendoti il successo di un post banale e prevedibile… sono soddisfazioni!

La fusione di due pagine. Io vincitore! Voi… peeerdenti! #fuckyeah

2

Quando tutti ti dicevano di rinunciare, quando tutti ti dicevano che “faccialibro” avrebbe avuto la meglio, tu hai deciso di non mollare. Hai trasformato il profilo del tuo cliente in pagina e sei riuscito a fonderlo con l’altra già esistente e ovviamente creata accidentalmente dal cliente stesso.

Hai vinto… su tutti i fronti. Hai scommesso su te stesso e nei uscito vittorioso. Stai rispettando le regole di Facebook, adesso hai una pagina ufficiale con migliaia di utenti invece che poche centinaia e ne sei l’unico e reale amministratore. Il mondo è ai tuoi piedi, ti aspetti che Zuckerberg ti chiami da un momento all’altro e al grido di “Come on guy!” ti offra un posto negli uffici della sua azienduccia.

Il “buono visibilità”

shiningQuesta è la tua faccia quando stai parlando con un potenziale cliente che ti ha cercato con entusiasmo ma tu hai appena capito che: 1- non ha neanche i soldi per la carta igienica 2- di lì a 5 secondi ti chiederà lavorare in cambio della visibilità che il suo sito o il marchio è in grado di offrirti: il cosìdetto “buono visiblità”.
Avete mai provato a pagare una bolletta con la visibiltà? Attaccatela al parabrezza e fatevi un giro in macchina se quando parcheggiate è pagata allora vuol dire che funziona!

Stai parlando con me?

taxi driver

L’atteggiamento disponibile e remissivo che in genere un social media coso manifesta nei confronti di un collega che ha la straordinaria idea di fare un’osservazione in pubblico sulla strategia usata. La gente comincia a guardarsi intorno, chi mette i bambini in macchina e scappa via mentre te ti prepari ad una rissa in strada stile West Side Story ma senza canzoni.

Sembra un lavoro da favola invece è un calesse

et

“Cioè ti pagano per stare su Facebook?! … un vero e proprio classico che ormai ogni social media coso è abituato a sentirsi dire. All’inizio forse provavi a spiegare cosa fai, perché è utile, la passione che ci metti bla bla bla… ma alla gente non gliene frega niente quindi adesso rispondi “ebbene sì! Che culo vero?”. Ovviamente lavorare in miniera è un lavoro ben peggiore e pur sapendo che anche il tuo, come tutti i lavori, ha dei momenti più faticosi di altri scegli di alimentare quell’immaginario collettivo che ti vede come un fortunato piccolo bambino che sfreccia in cielo sulla sua bicicletta volante insieme ad un alieno amico per la vita che ti porterà sempre nel suo cuore.

dawsonsHey giovane collega mi rivolgo a te!
Siamo sulla stessa barca, io so che la tua vita non è poi così facile e tu sai che non lo è la mia. Forse non ricordi il mio #lascia1commento ma fai il mio stesso lavoro e quindi puoi capire quanto un tuo commento o una tua considerazioni di qualsiasi tipo possa fare in modo che la mia faccia non si riduca così. Non permetterlo! Joe ha scelto Peacy ma tu  puoi rendermi felice e preservare la mia reputazione. Pensaci!

 

Mattia Marasco

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Consulente e Digital Strategist appassionato di educazione digitale e comunicazione sociale. Mi occupo di progetti digitali, di community management e dell'ideazione di strategie web per aziende, liberi professionisti ed enti. Nel tempo libero bevo caffè, apro blog e scatto foto.
 

17 Responses to L’animata professione del social media coso

  1. Valentina scrive:

    A “sì dai quelli che passano le giornate a fare gli opinionisti su Twitter ma poi piantano carote su Facebook” ho cominciato a ridere! :D

    Invece arrivata al punto del “buono visibilità” ho cominciato a piangere! -.-”

  2. Visto che il punto “freelance vs assunto” è sicuramente ispirato anche a me, posso assicurarti che io non ti sfotterei mai per la tredicesima ;-)

  3. Martina scrive:

    Non sono *ancora* una social media cosa ma ti diró che queste situazioni capitano anche a me che mi diletto nel blogging, quindi chiedo a te che passi le giornate su facebook e la mattina ti alzi pensando all’hashtag del giorno, che faccio, scappo?! Sono ancora in tempo?!

  4. Luisa Rosini scrive:

    Ebbene sì, la medaglia ‘libertà di essere padroni di se stessi’ ha un rovescio che si chiama ‘e mo’ come le pago le bollette?’ ma ogni successo non scontato ti ripaga ampiamente di tutte le difficoltà e di tutte le incertezze. Grazie Mattia per la tua descrizione ironicamente reale del mondo dei freelance ;).

  5. Donata scrive:

    Ti citerò. Oh se ti citerò, caro Mattia, nei miei prossimi corsi :)

    (bellissimo il “stai parlando con me?”)

  6. Gianrico Falleni scrive:

    Ma per il social media coso lo studio della lingua italiana è facoltativo? non capisco in che lingua sia scritto questo articolo…

  7. Nicola scrive:

    Personalmente posso dire di conoscere benissimo il “buono visibilità”. Non ci si compra neanche un pacchetto da 10 di Marlboro light.

  8. Ylenia scrive:

    :D un post molto carino ma soprattutto…molto vero..e si va ben al di là del social media coso o di altri tipi di attività legata a internet!
    Infatti quello che hai descritto si adatta benissimo alla gran parte delle situazioni lavorative di oggi, soprattutto per chi lavora in proprio.
    E per quanto Indiana Jones resti un maestro di vita per me, in questo caso la mia preferenza va senza dubbio a Jack Nicholson e al “buono visibilità”: per certi tipi di persone è un’abitudine provare a giocarlo quando vogliono intraprendere una qualsiasi attività..insomma l’offerta è “lavora per la gloria”! Se all’inizio il rischio è di cascarci, con il tempo si impara a stargli parecchio alla larga ;)
    E come diceva il mio secondo (saggio) caporedattore, “diffida sempre di chi non è disposto a pagare il tuo lavoro, per quanto abbia un nome altisonante”

  9. Blair scrive:

    Prima settimana da “Social Media Coso”: rinuncio o comincio subito con i gattini?! -.-’

  10. Pretty in Mad scrive:

    visito per la prima volta il tuo blog… ho riso molto leggendo questo post ma ho anche riflettuto sul fatto che come al solito la gente che non è dentro ad una situazione non può capirla, ed è inutile spiegare!!
    mi sono andata a leggere anche il post #lascia1commento e perciò eccomi!

  11. Agnese scrive:

    Non sono una social media manager, non sono una fotografa e non sono una blogger. Mi sono ritrovata a gestire un paio di pagine fb e ad aiutare qualche amico ad accrescere la sua visibilità Mi perdo spesso dietro una macchinetta, ma più che altro per rilassarmi e ho un blog, che uso a mo di sito perchè in 2 giorni solo wordpress potevasalvarmi il culo dalla domanda “Hai un sito dove posso vedere le tue foto?”.
    Detto ciò, ti seguo su twitter da un pò e mi piace quello che scrivi e oggi sono venuta a farmi un giro sul blog. Si. Mi piace quello che scrivi.
    Con questo post mi hai fatto sorridere e ne ho letti altri che ritengo molto utili.
    Verrò spesso a farmi una passeggiata in questo blog.

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