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E’ stato pubblicato da pochi giorni il primo rapporto realizzato dal progetto di ricerca Net children go mobile finanziato dal Safer Internet Programme della Commissione Europea. Lo studio è basato sulle risposte fornite da 2mila ragazzi tra i 9 e i 16 anni, provenienti da Danimarca, Italia, Regno Unito e Romania.

Dato l’esiguo numero di intervistati e le nazioni di provenienza mi sembra che si possa considerare un report abbastanza parziale di quello che è il quadro europeo o addirittura mondiale ma senza dubbio se analizzato insieme ad altri studi come quello sulle ICT nelle scuole o sul cyber-bullismo diventa una buona base di partenza da cui partire per un’analisi più ampia.

dati nativi digitali - luoghi connesioniTra i molti numero interessanti che vengono fuori dal report colpisce in particolar modo la tabella che riassume quali sono i luoghi da cui i ragazzi tendono a connettersi più frequentamente, dividendoli poi per età, genere e nazionalità.

Ma soprattutto salta all’occhio questa affermazione: “just  7% of Italian children own or have for private use a phone that does not provide internet access” (pag. 13). Cioè solo una esigua minoranza dei nostri ragazzi possiete un cellulare da cui non è possibile accedere alla Rete. Questo significa che nonostante tutte le raccomandazioni e i controlli che i genitori possono mettere in atto per tutelare la sicurezza dei propfi figlie e per far usare al meglio questi strumenti, sono onniporesenti le occasioni in cui possono connettersi alla Rete in totale solitudine e senza una guida. Sempre più impellente si fa la necessità di un’educazione digitale negli istituti scolastici di tutto il paese.

nativi primo uso internetAltri dati interessanti? Quelli relativi all’imprinting con la Rete a mio avviso assolutamente fuorvianti e parlo in base alla mia esperienza.

Sono dati troppo “ottimistici”, i ragazzi italiani entrano in contatto con la Rete o con un device mobile per la prima volta ben prima degli 8 anni, ovviamente non tutti aprono un blog a 5 anni come la protagonista del servizio de Le Iene ma il primo approccio (magari inconsapevole) avviene nei primi mesi di vita per poi intensificarsi già dai 3 anni in su.

Continuando la lettura del report: in Italia, l’81% dei ragazzi naviga quotidianamente da casa sia da fisso che da tablet che da smartphone. Al contrario l’accesso alla Rete da scuola si riduce drasticamente all”8%. Ben il  64% dei ragazzi ha un profilo personale su un social network, tra i 9 e i 10 anni il 15% dei bambini ha un profilo social mentre tra gli 11-12 anni il dato sale al 52%. Ben il 96% dei ragazzi italiani dichiara di preferire Facebook a qualsiasi altra piattaforma sociale.

Qui il report completo in formato pdf.

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Consulente e Digital Strategist appassionato di educazione digitale e comunicazione sociale. Mi occupo di progetti digitali, di community management e dell'ideazione di strategie web per aziende, liberi professionisti ed enti. Nel tempo libero bevo caffè, apro blog e scatto foto.

5 Responses to Ragazzi, smartphone e social: il report di Net children go mobile

  1. Chiara scrive:

    Ciao Mattia, molto interessante questo report. Senza dubbio è vero che i bambini iniziano a utilizzare un cellulare anche prima degli 8 anni. Tempo fa ho seguito un servizio televisivo che descriveva l’iniziativa di una famiglia americana decisa a non far giocare i propri figli con dispositivi elettronici fino ai 10 anni. Rispetto a questa scelta drastica, credo sia auspicabile una via di mezzo: non impedire ai bambini di entrare in contatto con la tecnologia (cosa ormai impossibile), scegliendo però gli strumenti adatti e secondo certe tempistiche. Ciò presuppone, però, l’attenzione da parte dei familiari. Mai abbandonare i bambini durante la navigazione, ma suggerire percorsi precisi e siti utili. Inoltre, si dovrebbero mixare esperienze più tradizionali: giochi all’aperto, costruzioni, teatrino delle marionette. Antico e nuovo insieme.Internet non è solo “social network”: i genitori dovrebbero capire questo e imparare a selezionare le risorse disponibili.

  2. felisiano scrive:

    Ciao Mattia, report interessante, ci mostra ciò che in molti si auspicano da tempo e cioè una formazione in tal senso grazie all’intervento scolastico, anche se ho dubbi al riguardo, dall’altra parte poi ci sono genitori che anche con tutta la buona volontà non sanno che pesci prendere per seguire i loro figli e per educarli all’uso corretto e consapevole delle nuove tecnologie. Uno dei principali problemi nasce dal fatto che queste tecnologie sono meglio conosciute e governate proprio dai più giovani. C’è bisogno di corsi formati anche per genitori.

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